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Il Centro del Riuso ottiene il riconoscimento “Vivere a spreco Zero”

Premiate le buone pratiche di Economia Circolare.

Spreco ZeroNuovo e importante riconoscimento per il Centro del Riuso distrettuale di Casinalbo in occasione della decima edizione del premio “Vivere a spreco Zero”, categoria Economia Circolare. Il premio è promosso dalla campagna Spreco Zero di Last Minute Market con il patrocinio dei Ministeri della Transizione Ecologica, degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale e del Lavoro e delle Politiche Sociali in sinergia con la Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, ANCI e la Regione Emilia-Romagna. Il riconoscimento si articola in 12 categorie istituite al fine di promuovere le buone pratiche di prevenzione degli sprechi e di sviluppo sostenibile ad ogni livello, dalle Pubbliche Amministrazioni alle imprese, dalle scuole ai cittadini e dall’innovazione alla biodiversità. Il conferimento è avvenuto nei giorni scorsi a Bologna alla presenza del Sindaco di Formigine Maria Costi e del presidente di TSM, associazione di volontariato che gestisce il Centro, Fabio Giovanardi. Un percorso, quello del riuso e del riciclo dei materiali di scarto in contrapposizione con la cultura dell’usa e getta, che si concretizza all’interno del Centro del Riuso intercomunale, di cui Formigine è Comune capofila, dove è possibile consegnare oggetti ancora utilizzabili o riparabili al fine di ridurre i rifiuti, stimolare la cultura del riutilizzo e creare opportunità di lavoro per persone con difficoltà. Il Centro del Riuso ha avviato la propria attività nel 2019 e da allora è gestito dall’associazione TSM, recentemente riconfermata anche per i prossimi tre anni a seguito di un bando per l’affidamento. Ufficialmente attiva da 10 anni, questa realtà opera nel campo del disagio sociale creando momenti di aggregazione e formazione per i ragazzi con difficoltà psico-fisiche. Nel 2022, il Centro “Le Radici” ha ricevuto oltre 10.400 oggetti donati che sono tornati nuovi e preparati per entrare in una nuova casa. In media, gli accessi giornalieri sono dieci; altrettanti sono i ragazzi, affiancati dagli operatori, che possono svolgere laboratori socio-occupazionali. 

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