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"Le Aziende in Città” edizione 2020 al Castello di Formigine

Molinari, Lucchese, Gatti, Colajanni a confronto su pandemia, digitalizzazione e prospettive di lavoro e imprese

Le aziende in cittàSi è tenuta stamattina al Castello di Formigine l’edizione 2020 di “Le Aziende in Città”, iniziativa che da qualche anno porta le imprese del territorio ad avvicinarsi alla città, incontrando i cittadini.

Dopo l’introduzione di Corrado Bizzini (assessore per Formigine Città sicura e dello sviluppo) che ha ringraziato gli imprenditori presenti per la loro storia di innovazione, interlocuzione costruttiva col territorio capace di creare ricchezza per tutti lavorando insieme come sistema territoriale, è intervenuto Giuseppe Molinari, presidente della Camera di Commercio. Molinari ha evidenziato che “quanto è successo è ascrivibile col COVID19 alla categoria statistica dell’imprevedibile cigno nero: in questa condizione, a fine crisi si pensa il calo del PIL potrà attestarsi attorno al 10% e ci si aspetta per ora un rimbalzo del 6%.

L’imprenditore del settore ceramico Claudio Lucchese, titolare di FLORIM ha affermato in tal senso che “fare previsioni sul futuro e sul rimbalzo economico è impossibile, gli imprenditori sono obbligati ad essere ottimisti. Il settore ceramico sembra essere uno dei meni colpiti, con un calo che forse si attesterà sul -10%. Dal punto di vista organizzativo cambierà qualcosa con la diffusione dello smart working, ma il lavoro è fatto anche di contatto umano, lavoro di squadra, comunicazione interpersonale”.

Secondo Michele Colajanni, professore dell’Università di Modena e Reggio Emilia “la pandemia è stata un acceleratore di innovazioni già in atto di cui l’Italia solitamente fatica ad accorgersi in fretta. Quella a cui stiamo assistendo non è una rivoluzione ma un processo in atto già da molto tempo, che ora è solo reso più evidente. Nella nostra regione si è  investito molto sulle infrastrutture digitali in passato: se le persone hanno potuto fare smart working è stato perché c’erano già reti, connessioni, strumenti e competenze. Non sappiamo le prossime conseguenze sociali di questa rivoluzione ma presto avremo 50 miliardi di oggetti connessi con l’Internet of Things. Ora quindi, dopo aver “lanciato nel mare aperto digitale” studenti e lavoratori, dobbiamo investire sulla formazione e l’istruzione per un uso consapevole e corretto”.

Roberto Gatti di Grafos Srl ha evidenziato che sarà in effetti fondamentale investire nella formazione interna, anche se è più difficile farla quando la dimensione delle imprese del territorio è medio piccola. In merito agli interventi previsti per fronteggiare la situazione è stato evidenziato fra le altre cose che la Camera di Commercio ha aggiunto 4,5 milioni su quattro linee di spesa avviate il 14 settembre, raddoppiando di fatto la dotazione consueta: internazionalizzazione delle imprese, digitalizzazione, commercio e turismo estero.

Il sindaco Maria Costi ha ricordato che “la digitalizzazione cambierà effettivamente tanti aspetti della nostra vita, e dovremo gestire questo processo bilanciandone opportunità e rischi. In questo senso va assolutamente colta l’opportunità storica del Recovery Plan, le cui risorse rappresentano una occasione importante e da non perdere per il nostro paese, per la nostra regione, e per la Città di Formigine perchè nessuno ce la farà da solo, e il progetto del Dopo di Noi rappresenta una grande speranza in questo senso”.