Accessibilità

Sezioni

Sei in Home page > Avvisi > Avvisi 2017 > Inaugurato il primo sottopasso ferroviario a Formigine

Inaugurato il primo sottopasso ferroviario a Formigine

Folta presenta di cittadini per “salutare” un’opera che migliora la mobilità dell’intera città. Commozione durante la lettura dello scritto inviato da Franco La Torre per l’intitolazione a suo padre del “bypass Corassori”

Taglio nastroÈ stato inaugurato questa mattina a Formigine il primo sottopasso ferroviario nel territorio comunale. Una folta presenza di cittadini ha salutato un'opera che collega la parte est e ovest del Comune, da sempre divisi dalla Modena - Sassuolo.
"Questa è la soluzione ad un problema decennale che non rappresentava solo un rallentamento dei tempi di percorrenza, ma una divisione fisica del territorio – ha detto il Sindaco Maria Costi - Da oggi, Formigine è un po' più unita!"
L'intervento complessivo si completa con due nuove rotonde che aiuteranno a smaltire i flussi su via San Giacomo, e con la nuova via Pio La Torre che condurrà il traffico di attraversamento oltre il quartiere residenziale Corassori.
"Tutte le infrastrutture che inauguriamo sono pensate già da subito per essere sicure e sostenibili – ha sottolineato la Costi - Non solo auto, ma spazi per pedoni e biciclette. Da questo punto, fino alla fine di via Pio La Torre, oggi consegniamo infatti ai formiginesi quasi un chilometro di nuova pista ciclopedonale".
I ringraziamenti sono stati affidati ad Armando Pagliani, Assessore all'Urbanistica, che ha affermato: "Voglio dire grazie alle aziende e alle maestranze che hanno lavorato sui due interventi, a Consorzio Integra e CLC per il sottopasso e le opere connesse, a CME e ARLETTI srl per via Pio La Torre e per le opere attigue. Un ringraziamento molto sentito a Coop Alleanza 3.0, il cui contributo di sostenibilità ha finanziato anche il sottopasso. Ringrazio anche l'associazione del Carnevale per la collaborazione a rendere questo momento una festa".
Festa sì, ma anche riflessione, grazie alla presenza di Massimo Mezzetti, Assessore regionale alla Legalità, che ha ricordato la figura di Pio La Torre, sindacalista della CGIL, dirigente politico comunista e parlamentare, autore della legge antimafia che porta il suo nome e che introdusse nel codice penale il reato di associazione mafiosa (Legge Rognoni-La Torre). Per questa sua attività, Pio La Torre venne ucciso dalla mafia.
A Pio La Torre è stato intitolato il cosiddetto "bypass Corassori", in un simbolico "abbraccio intergenerazionale" che ha visto coinvolti i ragazzi delle medie Fiori e gli anziani dell'Opera Pia Castiglioni.
E dal figlio di Pio La Torre, Franco, è arrivata una lettera indirizzata al Sindaco e che è stata letta, con grande commozione dei presenti:

Cara Sindaca Costi,

vorrei condividere con te, con gli studenti, con l'Assessore Massimo Mezzetti e tutta la comunità di Formigine, la soddisfazione ed il piacere per la decisione assunta dalla tua amministrazione d'intitolare una strada a mio padre, Pio La Torre.
Ricorre, quest'anno, il 90° dalla sua nascita ed è, anche, il 35° anniversario da quel 30 aprile 1982 quando, insieme al suo amico e collaboratore Rosario Di Salvo, venne ucciso da killer mafiosi e questo, a mio parere, è un bel modo per rinnovarne la memoria.
Infatti, l'intitolazione di un luogo pubblico, di un bene comune a chi combatte per la democrazia e i diritti e la migliore risposta a chi vuole imporre le regole e gli interessi del sistema di potere politico-mafioso.
Affermava Pio La Torre:
"La mafia non è un fenomeno di classi subalterne destinate a ricevere e non a dare la legge, e quindi escluse da ogni accordo di potere, ma è un fenomeno di classi dirigenti.
L'elemento caratteristico della mafia, rispetto a tutte le altre forme di criminalità organizzata, consiste nella ricerca incessante del collegamento con il potere politico.
La mafia è un sistema di potere che si alimenta della complicità politica.
Il <<sistema di potere mafioso>> è il risultato della compenetrazione fra potere legale e potere extralegale della mafia.
Qual è il problema? Che la lotta al sistema di potere mafioso, al punto in cui sono le cose nel nostro Paese, si configura come un aspetto soltanto della lotta più generale per un profondo risanamento e rinnovamento di tutta la vita economica, sociale e politica del nostro Paese. Questa è la questione. Guai ad isolare un aspetto.
Di fronte all'inefficienza della macchina statale e della pubblica amministrazione, incapaci di erogare servizi e di fare applicare le leggi, prevale la tentazione a farsi giustizia da sé.
Il cittadino che si trova di fronte ad una pubblica amministrazione, ad una Regione, ad un Ente Locale che erogano servizi soddisfacenti è sollecitato al rispetto delle leggi. Laddove, invece, prevalgono al inefficienza, il clientelismo, la corruzione e il potere mafioso, il cittadino è spinto a fare da sé. L'ideologia del <<liberismo selvaggio>> spinge al rifiuto di ogni vincolo di legge. Si verifica una gara di emulazione in senso negativo.
La mafia è una grande trama che si estende ben al di là della Sicilia o della Calabria. Che arriva al nord, che ha solide diramazioni internazionali.
Per assestare colpi decisivi al sistema di potere clientelare e a tutte le forme di intermediazione parassitaria, che offrono alimento alla cosche mafiose, occorre sviluppare una politica rigorosa, che punti sullo spostamento di risorse dalla attività improduttiva verso sane attività produttive.
L'errore più grave sarebbe quello di mettersi a fare gli spettatori, di guardare con distacco quanto avviene.
Noi concepiamo la lotta alla mafia come un aspetto della più generale battaglia di risanamento e rinnovamento democratico della società italiana."

Grazie e un forte abbraccio, Franco La Torre

archiviato sotto: