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33 ragazzi formiginesi per il progetto "Disabili e Sport"

Con l’attività motoria crescono le opportunità di integrazione sociale per alcuni studenti della scuola media “Fiori” di Formigine e di Magreta

getIl progetto di educazione motoria “Disabili e Sport” nasce per le scuole medie inferiori e superiori dall’idea che l’attività sportiva possa contribuire al benessere della persona diversamente abile. La finalità principale del progetto è l'integrazione del ragazzo disabile all'interno della sua classe attraverso un'accurata programmazione delle attività e un'attenta analisi delle necessità effettive di ogni soggetto complice. L'attività motoria e sportiva deve essere proposta come esperienza in grado di coinvolgere attivamente il ragazzo, in modo che possa vivere questi momenti come un esempio di conquista dell'autonomia personale e di gratificazione per il miglioramento dell'autostima. 
A Formigine sono 33 i ragazzi delle scuole medie “Fiori” (25 di Formigine capoluogo, suddivisi in due gruppi, e 8 di Magreta) che parteciperanno al progetto “Disabili e Sport” al via il prossimo mese di novembre fino ad aprile 2017. Tutti i partecipanti, giovani studenti con diversi tipi di disabilità, svolgono - insieme o suddivisi in gruppi a seconda della disabilità in oggetto - una specifica attività motoria una volta alla settimana in orario scolastico, ma in un’ora aggiuntiva rispetto al programma curriculare. In questa ora sono accompagnati dagli insegnanti di sostegno e da 2 o 3 compagni di classe che li affiancano nello svolgimento dell’attività fisica individuata. 
“E’ un'occasione di crescita non solo per l'alunno disabile, ma anche per il compagno normodotato che ha l'opportunità di superare pregiudizi e preconcetti legati alla diversità - sottolinea l’Assessore allo Sport Simona Sarracino - La centralità del corpo e dei suoi linguaggi favoriscono la relazione con l'altro e il consolidamento di capacità cognitive utili alla realizzazione di un progetto di vita completo”. A questo proposito, lo CSI di Modena che promuove il progetto grazie alla collaborazione e al sostegno del Servizio di Medicina dello Sport dell’AUSL di Modena e del Panathlon Modena, vuole ampliare la proposta, offrendo alle famiglie la possibilità di vedere nel progetto un punto di riferimento a livello sportivo, sanitario ed extrascolastico; attorno ad ogni ragazzo, il progetto vuole costituire una rete di azioni in grado di identificare il movimento, nelle sue molteplici forme, come fulcro dello sviluppo armonico della persona nelle diverse fasi di vita nonché come veicolo delle relazioni amicali e professionali. 
Sono in tutto 11 gli istituti scolastici coinvolti sul territorio provinciale di Modena; coordinatrice è la dott.ssa Paola D’Elia, laureata in scienze dell’educazione e specializzata in attività motorie per soggetti diversamente abili così come tutti gli operatori coinvolti.