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Sportello sociale: disagio abitativo al primo posto

Nel 2014, su 45 indicatori individuati, 25 sono in crescita rispetto all’anno precedente: l’incremento maggiore (+48%) riguarda gli accessi all’Ufficio Casa

anzianiNel 2014 gli accessi allo Sportello Sociale aumentano del 23%, ma l’incremento maggiore è quello rilevato dall’Ufficio Casa (+48%), indicativo di un forte disagio abitativo. L’unico sportello che evidenzia un numero minore di accessi rispetto al 2013 è quello dedicato al Fondo Straordinario di Solidarietà: questo conferma che non si registra un aumento di “nuovi disoccupati”, ma piuttosto il permanere di situazioni di disoccupazione, che rischiano di diventare croniche. 
Sempre rispetto al 2013, calano i nuovi utenti che accedono al Servizio Sociale, ma resta comunque alto il numero di utenti in carico (una media di 200 casi per ogni assistente sociale) e cresce in modo significativo il numero dei colloqui sostenuti dagli assistenti (da 2.362 a 2.553) e delle visite domiciliari (da 602 a 671), a conferma che, oggi, il disagio tende ad aggravarsi pesantemente, soprattutto nei confronti di soggetti già fragili (disabili, giovani, adulti) che non riescono in alcun modo ad entrare o rientrare sul mercato del lavoro. 
Aumentano i beneficiari di contributi economici straordinari (+ 14%); di questi, crescono soprattutto quelli destinati a far fronte al disagio abitativo (accumulo morosità, sfratti esecutivi, distacco utenze, ecc.) che rimane il bisogno primario; aumentano anche i contributi erogati per sostenere spese sanitarie non coperte dal Servizio Sanitario Nazionale (da 37 a 62). 
Resta invece pressoché stazionario il numero di utenti che nel corso del 2014 hanno beneficiato del Servizio Assistenza Domiciliare (168 rispetto ai 169 del 2013), ma si intensificano gli interventi ed i servizi rivolti ad utenti già in carico, in ragione dell’aggravamento delle condizioni di non autosufficienza. Continuano a crescere i numeri del Servizio Trasporto Disabili e Anziani e si moltiplicano le destinazioni ed i percorsi soprattutto per quanto attiene la frequenza scolastica verso gli istituti di 2° grado e/o i percorsi terapeutici disposti congiuntamente ad altri servizi socio-sanitari. 
“Questi numeri, su 45 indicatori individuati, 25 risultano in crescita - osserva l’Assessore ai Servizi sociali Simona Sarracino che ha consegnato questi dati a tutti i consiglieri nell’ultima seduta del Consiglio Comunale - testimoniano che gli effetti della crisi economica si sono fatti ancora sentire in modo allarmante e il Comune, oltre a cercare di dare risposte professionali con i propri operatori nell’ambito di progetti di aiuto personalizzati per rendere autonomi i cittadini richiedenti, può solo rafforzare la rete sociale per tentare di dare soddisfazione ai bisogni primari ed i diritti fondamentali delle persone, attraverso la promozione dello sviluppo della comunità in tutte le sue forme”. 
Crescono infatti i progetti congiunti elaborati in stretta collaborazione con le Caritas e le associazioni di volontariato del territorio; gli interventi specifici rivolti ai giovani neo-maggiorenni, che si trovano in una situazione di particolare fragilità, anche per il fallimento dei percorsi scolastici e l’assenza di alcuna esperienza lavorativa, e per questo a forte rischio di esclusione sociale; le necessità di servizi/progetti alternativi per i ragazzi disabili che completano il ciclo scolastico.