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IL CASTELLO
 
Torre dell'Orologio vista da est Sala della loggia, Nostra Donna della Rocca, affresco, inizi XV sec.Sala del-Capitano - Fascia decorativa con elementi vegetali e stemma araldico della famiglia Pio, XV sec.
La prima notizia dell’esistenza del castello di Formigine risale al 1201, anno in cui nei documenti si legge che “il Comune di Modena edificò il castello di Formigine”.
La sua costruzione si deve collegare all’esigenza di rafforzare le difese verso il confine reggiano; proprio in quell’anno, infatti, le truppe del Comune di Modena subirono una rovinosa sconfitta presso il ponte di Sanguineto, nei dintorni di Formigine, da parte del Comune di Reggio.Planimetria del Castello di Formigine
Gli scavi archeologici condotti all’interno del complesso fortificato hanno riportato alla luce i resti dell’originario castello duecentesco, di pianta quadrata o rettangolare, delimitato da spesse mura di ciottoli. In età comunale le incessanti lotte tra le diverse fazioni politiche coinvolsero anche Formigine, che vide passare sotto le mura del castello continui movimenti di truppe. Castello di Formigine
Nei primi anni del Trecento, quando l’area centro emiliana era contesa tra il potere imperiale e quello papale, Formigine si arrese al prelato Francesco Pico, che assunse la custodia della fortezza.
Tornato al Comune di Modena, il castello fu governato dalla famiglia Adelardi, che lo detenne con alterne vicende sino al 1394, quando Nicolò III d’Este lo consegnò al capitano modenese Azzo da Castello.
Durante la sua brevissima signoria, Azzo da Castello apportò probabilmente alcuni rifacimenti alla struttura fortifica, in quanto Nicolò gli concesse di fabbricare una rocca o una torre e di trasformare tutto il castello.
Morto Azzo nel 1395, Marco Pio signore di Carpi riuscì ad occupare Formigine, che tenne fino al 1405, anno in cui Nicolò III d’Este gli concesse il castello in feudo. La signoria dei Pio su Formigine durerà per due secoli e segnerà la trasformazione del castello da presidio militare a rocca signorile.
I Pio, il cui stemma è ancora visibile nella rocca in un affresco che risale al XV secolo, portarono la fortificazione ad assumere l’aspetto complessivo che tuttora persiste. Il castello era circondato da un perimetro quadrilatero di mura con torri angolari e da un fossato profondo almeno tre metri; a difesa della porta di accesso fu innalzata una torre, l’attuale torre dell’Orologio.
All’interno del recinto fortificato fu costruito il palazzo marchionale, la residenza del signore, e continuava ad essere impiegata la chiesa dedicata a San Bartolomeo, con l’annesso cimitero, demolita alla fine del Cinquecento.
Sul finire del XV secolo tra Giberto e Alberto Pio, figli rispettivamente di Marco e Leonello, nacque un’aspra contesa ereditaria risolta solo grazie all’intervento e alla mediazione di Ercole I d’Este.
Il duca nel 1496 divise lo stato dei Pio tra i due eredi, assegnando Formigine insieme a Soliera, Spezzano e Brandola, a Giberto Pio. Lo stesso duca nel 1499, in cambio di alcuni territori del possesso di Carpi, diede a Giberto, Casinalbo, Corlo, Corletto e, nel 1603, anche Colombaro. Castello di Formigine. Corpo di guardia
Nel 1506 Alessandro Pio di Savoia successe al padre Giberto e riorganizzò lo stato, dividendolo in cinque podesterie; quella di Formigine comprendeva, oltre al castello e ai borghi, Magreta, Casinalbo, Corletto e Montale.
Lo stato dei Pio finì con l’assassinio di Marco Pio II, ucciso nel 1599 da una archibugiata mentre rientrava da una visita al Palazzo Ducale di Modena. Il duca Cesare d’Este, sospettato di avere commissionato l’omicidio, prese possesso di tutte le terre dello stato di Sassuolo e tra queste anche di Formigine. Castello di Formigine. Veduta dall'angolo nordest, in primo piano fontana di etą contemporanea
Da allora il castello, che rimase podesteria sotto il controllo del governatore di Sassuolo, fu residenza di un podestà nominato direttamente dal duca. Nei primi anni del Seicento la rocca dovette andare progressivamente in rovina, ormai al margine degli interessi ducali, tanto che le cronache la definivano una “bicoccola”. Nel 1640 il duca Francesco I concesse Formigine in feudo al fratello, il vescovo di Modena Obizzo d’Este. La rocca riprese vita e a spese del Comune furono rifatti i ponti levatoi e le porte. Morto Obizzo, Formigine tornò alla Camera Ducale di Modena fino al 1648, quando lo stesso Francesco I concesse la podesteria di Formigine, in cambio di quella di Cavriago, al nobile ferrarese Mario Calcagnini, suo Maggiordomo e Consigliere di Stato, che divenne marchese di Formigine e conte di Maranello. Nel 1673 per ordine del marchese Calcagnini fu rifatto il ponte levatoio, utilizzato fino ai primi anni del Settecento, quando il Comune cominciò a fare colmare le fosse. Nel Settecento tra la torre dell’Orologio e la torre sud orientale fu edificato un corpo di fabbrica destinato a prigioni. Scoppiata la Rivoluzione Francese nel 1796 Formigine seguì le sorti di Modena e venne inclusa nel Distretto del Panaro della Repubblica Cisalpina. Una delegazione del governo modenese si recò nella rocca, che divenne sede della municipalità e sulla torre fu innalzato il tricolore.
Con la Restaurazione i Calcagnini rientrarono in possesso del palazzo marchionale. La cosiddetta “rocchetta”, le carceri e il giardino pubblico ricavato dopo la chiusura delle fosse castellane rimasero invece di proprietà del Comune. Nel 1938 su progetto dell’ingegnere Cesare Costa vennero demoliti gli edifici addossati al mastio e le antiche prigioni, e vennero rifatte le merlature di parte della cortina muraria. I bombardamenti della Seconda guerra mondiale danneggiarono gravemente il castello: crollò il tetto del mastio, adibito a rifugio antiaereo e il corpo principale della rocca venne colpito in più parti.
Nel 1948 la rocca, fu acquistata dall’Amministrazione Comunale e furono restaurati e in gran parte rifatti il palazzo marchionale, l’ala occidentale, le torri sud-ovest e nord-ovest e alcuni tratti della cortina muraria. I lavori terminarono nel 1986 con il restauro del mastio e il rifacimento delle coperture.