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| ARCHEOLOGIA |
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La storia del popolamento del territorio formiginese ha radici molto antiche. Le prime testimonianze risalgono al Neolitico (VI-IV millennio a.C.), con il rinvenimento di due villaggi: Villa Gandini a Formigine e Cantone a Magreta. In quest'ultimo sono presenti anche due sepolture ad inumazione. Meno conosciuta è l'età del rame (III mill. a.C.) attestata con una sepoltura ad inumazione, scoperta a Casinalbo, e alcuni rinvenimenti sporadici: punte di freccia e accetine litiche. L'età del bronzo (II mill. a.C.) è il periodo meglio documentato: con otto insediamenti muniti di argini e fossati (terramare) rinvenuti a Casinalbo, Tabina, Colombarone, Cappuccina, via Viazza, Cà del Vento, Fondo Colombaia e Corlo; con una necropoli ad incinerazione a Casinalbo e alcuni abitati minori (fattorie). Dopo alcuni secoli di abbandono e spopolamento, tra la fine dell'età del bronzo e l'inizio dell'età del ferro (XII-IX sec. a.C.), il territorio di Formigine comincia a ripopolarsi con l'arrivo di popolazioni etrusche (VII-IV sec. a.C.), che si stanziano, attratte dalla fertilità del territorio, in un villaggio a Magreta (podere Gazzuoli) e in numerose fattorie sparse per la campagna formiginese. Una forte contrazione del popolamento è documentata durante il periodo celtico (IVIII sec. a.C.), epoca caratterizzata dalla presenza di alcune fattorie documentate soprattutto nel territorio di Magreta. Con la colonizzazione di età romana, a cominciare dal II sec. a.C., si diffonde una fitta rete di insediamenti rustici, distribuiti all'interno di un territorio pianificato con un reticolo di strade, canali e fossati (centuriazione). Vicino a molti insediamenti rustici sono presenti impianti produttivi per la fabbricazione di ceramica e laterizi. Un importante centro produttivo di ceramica, statuaria fittile, lucerne e laterizi era presente a Gazzuoli di Magreta nell'area dei Campi Macri, dove si svolgeva una grande fiera-mercato di ovini. Nella zona è documentato un accampamento militare, dove alloggiarono tre eserciti consolari, mandati a Modena per sottomettere le popolazioni liguri. 
Un altro importante complesso di fornaci per la produzione fittile è stato rinvenuto a Fomigine in località S. Antonio, mentre grandi ville urbano-rustiche di età romana sono state indagate a Casinalbo, nei poderi Cà Ferrari e Villa Guastalla e a Magreta nel podere Gazzuoli. A Magreta è stata inoltre scavata una calcara databile al tardo-antico. Il passaggio dall'età romana al Medioevo (VI-IX sec. d.C.) è contrassegnato da una consistente contrazione del popolamento rurale.
Per il basso Medioevo (X-XV sec. d.C.), le presenze archeologiche, si riferiscono ad una villa e ad un casale, attestati rispettivamente a Corlo e a Colombaro, e due castelli, a Formigine e Magreta, i cui resti più antichi, sono venuti alla luce grazie alle recenti indagini archeologiche.
Di questi ed altri insediamenti medievali si trovano riscontri nelle fonti documentarie a cominciare dal X secolo (Villa di Macreta per Magreta, Villa di Curlo per Corlo, Casale Albini per Casinalbo, loco Formidine per Formigine). Nel XII secolo vi sono riferimenti al Castello di Magreta, con le chiese di S. Faustino e S. Maria, alla località Stradella, al casale Sidimari e Colombaro con la pieve ed il convento. Nel XIII secolo vi sono invece riferimenti al castello di Formigine, costruito, verosimilmente, attorno ad un preesistente abitato, sorto vicino alla romanica chiesa di S. Bartolomeo, le cui fondamenta sono state identificate nei recenti scavi archeologici. |
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